La CEO di Burton Snowboard, Donna Carpenter, paga viaggio e hotel ai dipendenti per partecipare alla Woman March

Mancano ancora poche ore alla cerimonia d’insediamento del neo presidente Donald Trump alla Casa Bianca ma si avvicina anche l’evento  organizzato in tutto il mondo e soprattutto a Washington, da tutti coloro che si sono opposti alla sua vittoria, prime fra tutte il movimento Woman March (https://www.womensmarch.com/ ) .  Gli organizzatori della protesta prevedono che oltre 200.000 persone parteciperanno alla marcia di Washington e molte altre saranno sparse in tutto il paese.

Donna Carpenter, la cinquantenne CEO e co-proprietaria di Burton Snowboards, sarà tra le partecipanti Sabato a Washington. E così sarà anche per un gruppo di suoi dipendenti della sede in Vermont.  La Carpenter si è offerta di pagare per due notti le camere d’albergo e sovvenzionare i voli fino a $ 250 per tutti coloro che vogliono partecipare alla manifestazione. Ha parlato a Cosmopolitan.com circa la sua decisione di essere una sostenitrice dei diritti delle donne.

Perché hai fatto questa offerta ai tuoi dipendenti?

Sapevo che molte delle dipendenti Burton avrebbero fatto un grande sforzo pur di partecipare. Sono proprio quel tipo di persone. Siamo nel Vermont, nella terra di Bernie. Ho avuto un sacco di dipendenti che sono stati volontari per Bernie [Sanders]. Ma la strada è lunga da Burlington a Washington. Per me, è tutta una questione di numeri. Servono i numeri per fare la differenza.

Quante persone hanno usufruito della tua offerta?

Circa 25 persone e alcuni stanno decidendo. Tutti i partecipanti sono donne ad eccezione di un solo uomo. Credo che il numero finirà per essere circa 30. La maggior parte delle persone utilizzerà il metodo carpooling per raggiungere la destinazione. Avere una camera d’albergo fa sicuramente la differenza. Credo che mio marito Jake stia dando loro una goodie bag e un po ‘di denaro per la benzina e stiamo organizzando anche una colazione per i dipendenti Burton.

Io e mio marito, abbiamo marciato a New York dopo l’elezione. Ti fa sentire meglio al fine di rendersi conto che bisogna vivere in un paese che si preoccupa per i diritti e lo status delle donne e che capisca la connessione tra un’economia forte e la capacità delle donne di contribuirne .

Perché questo tema è così importante per te?

Lavoro sul tema della parità dei sessi nella mia azienda già da 13 anni. E ‘sempre stata una mia passione al fine di trovare più donne leader internamente ed esternamente e per assicurarsi che le donne si sentano parte al 100% della comunità snowboard composta prevalentemente da uomini. Tredici anni fa, meno del 10 per cento dei nostri leader erano donne e ora è oltre il 40 per cento. La mia prima squadra è  addirittura al cinquanta per cento. Questo ci ha reso una società migliore. Tutti gli uomini apprezzano il fatto che ad oggi siamo più “family friendly” e abbiamo iniziato a guardare i dipendenti in modo più olistico. Quando ci si indirizza maggiormente alle questioni femminili si indirizza l’equilibrio vita-lavoro e qualità della vita. Ma questa elezione si è percepita come uno schiaffo in faccia. Nel corso di una riunione aziendale nel mese di dicembre ho espresso a tutti la mia opinione circa la possibilità che avremmo potuto vivere in un America non più così tollerante come ora. Offrirmi di aiutare i miei dipendenti a partecipare alla marcia è stata una naturale estensione di questa filosofia. Ho intenzione di mettere i miei soldi lì dove metto la mia parola.

Qual è stata la risposta per la vostra presa di posizione dopo le elezioni?

C’è stato un feedback molto positivo. Credo che le persone si siano sentite maggiormente sostenute. Questa elezione ha chiarito i nostri valori e che tipo di società vogliamo essere. Ha fatto alzare la voce a tutti per far valere tutto ciò che rappresentiamo. La pensiamo tutti allo stesso modo a proposito dei cambiamenti climatici. Siamo stati i leader e pionieri nella eco-sostenibilità nel nostro settore e anche solo una azienda può iniziare a fare la differenza. Ma ad un certo punto bisogna unire le forze e ottenere aiuto da parte del governo federale. Ironia della sorte, sta diventando un argomento di business affrontare i problemi del cambiamento climatico e l’uguaglianza dei sessi. Le cose vanno meglio quando ci sono delle donne al tavolo delle decisioni.

Avete ricevuto anche qualche critica?

La cosa bella dello snowboard è che in realtà è cresciuto in opposizione a qualcosa: allo sciare. Gli sciatori non ci volevano alle loro fiere. Non ci volevano nelle loro aree sciistiche. Ma ci  sembrava giusto insistere perché era troppo divertente. E ‘la stessa cosa con questa elezione. E’ nel nostro DNA dire “questo non è giusto” e fare qualcosa. Abbiamo lavorato verso la parità dei sessi per più di un decennio. E ora vogliamo tornare indietro?

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Traduzione a cura di Chiara Barozzi